Non è per niente strano che, nel giorno in cui Berlusconi (ma quanto sarà simpatico!) mima l’eliminazione fisica di una giornalista russa, alcuni colleghi italiani continuino a esaltare le gesta mediatiche del cavaliere dei nostri stivali. Nell’occasione, Paolo Liguori, a Omnibus, ha superato se stesso (e non è facile), dicendo ai presenti, esterrefatti per certe uscite antifemministe, queste precise parole: «Permettete che tra i giornalisti e Berlusconi, io preferisco Berlusconi?». Ci mancherebbe. Tanto più che Berlusconi è il suo padrone e può dire e fare quel che vuole. Troverà sempre lui, o un altro dipendente disposto a esaltarne il genio politico, il buon gusto artistico e perfino sessuale. Ma Liguori non si è fermato qui e ha proseguito, spiegando così aspettative e compiti del nuovo governo: «Il Paese vuole che al ministero degli Interni arrivi uno capace finalmente di menare le mani». Ecco, dopo i fucili di Bossi e il mitra di Berlusconi, Liguori, nel suo piccolo, si accontenta di menar le mani. Prima o poi, una metafora ci seppellirà.
Fonte. L'Unità.it del 20/04/2008