I have a dream...

I have a dream...

Ideali, speranze, riferimenti, sogni infranti e un pizzico di ironia...

Translate to English (About)

Chi sono

Blogger: mauropucci
Nome: Mauro
" Gli è tutto sbagliato... gli è tutto da rifare" by Gino Bartali
I miei oggetti su eBay

Partecipano

 Il mio profilo Contattamisiris

Get your own youTube badge

Foto recenti

Albero di Natale Albero di Natale
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte Add to Technorati Favorites
BlogCatalog
lunedì, 27 novembre 2006

TUTTO ( di Alessandro Paroli)

 Occasionale, effimero incontro,

moltiplicato, disperso, perduto

in altri mille casuali approcci:

tutte opache parvenze di più ferme realtà.

 E con te connubio perdurato nel tempo

che quasi ha illusione di eterno:

più doloroso il distacco

più lacerante la perdita.

  E anelato compimento del tutto:

infinito, quieto, spirituale amplesso dell'anima

con terra, pietra, erba, pianta,

gatta, donna, madonna ...

                                        (Alessandro Paroli, ottobre 2006)

 

postato da: siris alle ore 12:18 | link | commenti (4)
categorie: poesia, unicitĂ 
giovedì, 23 novembre 2006

Ed ecco a voi....SIRIS (di Alessandro Paroli)

ED ECCO A VOI   SIRIS   IN TUTTO IL SUO SPLENDORE !

E' UN PO' STANCA PERCHE' LAVORA TUTTO IL GIORNO.

E' MOLTO FATICOSO MANGIARE E RICEVERE CAREZZE DAL SUO RINCITRULLITO 'FIDANZATO'le grazie 11.09.06 003

postato da: siris alle ore 19:44 | link | commenti (2)
categorie: bellezza
martedì, 21 novembre 2006

NUOVO AVATAR DI SIRIS

ANCHE 'SIRIS' HA IL SUO NUOVO AVATARLA STUPENDA SIRIS
postato da: siris alle ore 15:23 | link | commenti (5)
categorie:
lunedì, 20 novembre 2006

Il nuovo avatar

313
postato da: mauropucci alle ore 14:00 | link | commenti (4)
categorie: ironia
domenica, 19 novembre 2006

Bandiere bruciate

PaceMi fanno schifo quei "4 imbecilli" che ieri a Roma, ma anche in altre occasioni, hanno bruciato delle bandiere nazionali in nome della pace.

Mi  fanno schifo  anche se sono solo 4. Ma mi farebbero schifo anche se fossero 40, o 400, o 4000, o 400.000, o 4.000.000, o 40.000.000. Mi farebbero schifo anche se fossero tutti gli italiani tranne me.

Mi fanno schifo quei "4 imbecilli" che ieri a Roma, ma anche in altre occasioni, hanno gridato slogan farneticanti contro i nostri caduti di Nassiriya. Mi farebbero schifo anche se fossero tutti gli italiani tranne me.

Pace è una parola troppo grande che gli imbecilli, siano essi 4 o 40.000.000 o tutti gli italiani tranne me, non hanno alcun diritto di infangare  per dare sfogo alle proprie frustrazioni.

sabato, 18 novembre 2006

La fiera delle volgaritĂ  di Furio Colombo

Senato della RepubblicaNon so se sia vero che Vannino Chiti ha offerto un dialogo alla Lega, la Lega Nord, quella di Bossi e del tricolore nel cesso, quella di Calderoli e delle forbici da giardiniere per immigrati, quella di Borghezio, che ha dato fuoco a dei poveretti che dormivano sotto i ponti a Torino, quella di Gentilini, sindaco e prosindaco della ricca ma disonorata Treviso, dove va parlando di vagoni piombati e di trattamento da cacciagione per i lavoratori che a lui non sembrano veneti. Non so se sia vero che ha detto, come riporta La Padania del 16 novembre in prima pagina, «spero che diventi come il partito catalano. Utile al Paese e anche al centrosinistra».

So, per testimonianza oculare, che quello stesso 16 novembre, al Senato, i due leghisti Castelli e Calderoli si sono impegnati a staffetta per mostrare quanto si possa essere volgari nei confronti del Premio Nobel Senatore a vita Rita Levi Montalcini e dei due ex Presidenti della Repubblica Ciampi e Cossiga. Sia chiaro che i due non erano isolati in un´aula in cui destra e sinistra condividevano costernazione per un simile comportamento, molto al di là di ogni possibile polemica o scontro parlamentare, una vera piazzata.

Lo spettacolo era questo. Buona parte della intera ex Casa delle Libertà era in piedi a urlare insulti ai Senatori a vita (il grido più mite era «vergogna, vergogna»), salvo alcuni di cui vedevi bene disagio e imbarazzo e la voglia di essere altrove.

Vorrei spiegare la ragione del senso di disorientamento che si prova in un Senato che diventa improvvisamente violento, mentre sono disponibili tutte le possibilità espressive, incluso, ovviamente, il più netto dissenso.

Nonostante l´ordine del giorno recasse l´approvazione urgente di una legge (che infatti non si è potuta approvare), il presidente Marini ha dato la parola a ciascun gruppo (misteriosamente, due per i leghisti).

Nonostante il livello imbarazzante del comportamento, non c´è stato, anche per l´esperienza ormai maturata nel centrosinistra, alcun tentativo di cadere nella trappola della controdimostrazione.

Nonostante la clamorosa divaricazione fra le opinioni dei Senatori comizianti e quanto è scritto nella Costituzione e nel regolamento del Senato, le disperate corde vocali dei nostri oppositori continuavano a urlarci che i Senatori a vita non hanno diritto di voto, come se fossero privi dei diritti civili.

Nonostante l´intervento netto di Anna Finocchiaro, capogruppo dell´Ulivo, avesse fatto notare che i nostri oppositori erano stati battuti anche senza contare gli onorati e graditissimi voti dei Senatori a vita, la manifestazione di alta inciviltà è continuata a lungo mentre dalle tribune il pubblico (di solito scuole e visitatori stranieri) si affaccciava incredulo o temeva il colpo di Stato.

Ci sono in questa storia alcuni dettagli particolarmente sgradevoli. Uno è che, più ancora di quanto non si noti in televisione, l´aula del Senato è piuttosto piccola. I Senatori a vita siedono davanti, in un banco nell´emiciclo. In questo modo, come in un film espressionista, le facce stravolte di coloro che gridano e conducono l´insensata rivolta ti appaiono di fronte e a pochi metri, aggiungendo alla scena sgradevole uno spunto di particolare imbarazzo.

Scene del genere erano tipiche ai tempi del "Teatro dell´assurdo" da Genet a Pinter, dal Living Theatre all´Open Theatre. Raramente (diciamo pure: mai) avvengono in quella Camera Alta che esiste in molte democrazie e che si chiama Senato. Che sia per questo - ovvero, conoscendo se stessi - che gli uomini di Berlusconi si erano dati da fare per ridurre il Senato a un accampamento di leghisti?

Ma c´è un fatto in più e vale la pena di ricordarlo. Il Senatore di An Ramponi aveva chiesto fin dall´inizio della seduta di parlare a proposito di allarmanti notizie sul riarmo del Libano. Quando ha parlato, si è capito che si trattava di una comunicazione importante. Ma ha parlato alla fine della mattina. Il rischio del Libano e la notizia di nuovi passaggi di armi ha dovuto aspettare che, da Storace in là, quella parte del Senato esponesse, con strati di urla sovrapposte, il concetto che i Senatori a vita non devono sapere, pensare. Possono, eventualmente, parlare nelle ricorrenze.

Purtroppo le televisioni dipendono, per le riprese, dalle telecamere di tipo bancario del Senato. Altrimenti sarebbe stato interessante suggerire un montaggio in cui le immagini della manifestazione urlata che si è autonegata ogni buon senso, si alternano con i volti di Rita Levi Montalcini, di Carlo Azeglio Ciampi, di Francesco Cossiga.

Erano tre espressioni diverse. Cossiga appariva ironico e aveva infatti di riserva un breve discorso per ciò che pensava dello "happening". Ciampi era incredulo. Rita Levi Montalcini sorrideva, non tanto agli urlatori stremati quanto a qualche suo pensiero un po´ più meritevole di attenzione.

Ma resta la frase attribuita a Chiti. A chi avrà pensato parlando di "partito catalano" e dunque di persone che erano già attive negli ultimi anni del franchismo, uniti dall´impegno di creare insieme democrazia e autonomia?

Quelli di noi che li hanno conosciuti ai tempi in cui il Gruppo 63 si riuniva a Barcellona, ricordano ammirazione e invidia. Cosa c´è di catalano nel gridare «vergogna» a Rita Levi Montalcini?

S´intende che capisco l´ansia di Chiti. È - come accade nei brutti momenti - la speranza di un miracolo. Questo miracolo in Senato, finora, non è accaduto.

Fonte: L'Unità del 17/11/06


venerdì, 17 novembre 2006

Ségolène RoyalOggi mi sento francese....

Brava Ségolène!!!

giovedì, 16 novembre 2006

Chi era costui?

Luciana LittizzettoGEORG?

Chi era costui?

by Luciana

postato da: mauropucci alle ore 14:38 | link | commenti (2)
categorie: vita, ironia, satira, attualitĂ , vitalitĂ 
mercoledì, 15 novembre 2006

Il Bruno...un poeta vero

Il poeta di Bruno Lauzi

Alla sera al bar con gli amiciBruno Lauzi
si parlava di donne e motori
si diceva son gioie e dolori
lui piangeva e parlava di te.

Se si andava in provincia a ballare
si cercava di avere le più belle
lui restava a guardare le stelle
sospirava e parlava di te.

Alle carte era un vero campione,
lo chiamavano il ras del quartiere, ma
una sera giocando a scopone
perse un punto parlando di te.

E alla fine una notte si uccise
per la gran confusione mentale
fu un peccato perché era speciale
proprio come parlava di te.

Ora dicono che era un poeta
perché sapeva parlare d’amore
cosa importa se in fondo uno muore
e non può più parlare di te.

postato da: mauropucci alle ore 14:13 | link | commenti (3)
categorie: musica, poesia, amore, ricordi, memoria, tenerezza, dream, musicista, ricordo
lunedì, 13 novembre 2006

Prodezze...

manovre...

La vignetta è di Frangipane

postato da: mauropucci alle ore 14:23 | link | commenti (6)
categorie: italia, politica, ironia, dubbio, attualitĂ , governo, governo prodi